Visita e benedizione famiglie Natale 201714

La comunità in stato di missione

“Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe…curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.”(Luca 10,1-2.9)

1. Desidero che la visita-benedizione natalizia sia una esperienza missionaria. Gesù manda i discepoli nei luoghi dove anche lui deve andare. Il discepolo è il portavoce di Gesù. Non è
padrone della Buona Novella. Gesù manda i discepoli due a due. Ciò favorisce l’aiuto reciproco, poiché la missione non è individuale, bensì comunitaria. Due persone rappresentano
meglio la comunità, meglio che una sola.


2. Desidero che la visita-benedizione natalizia sia una esperienza di preghiera fraterna. Il primo compito è quello di pregare affinché Dio mandi operai. Qualunque discepolo e discepola deve
sentirsi responsabile della missione. Per questo deve pregare il Padre di mandare operai per continuare la missione.


3. Desidero che la visita-benedizione natalizia privilegi i più deboli e poveri. I discepoli devono occuparsi dei malati, curare i lebbrosi e scacciare i demoni. Ciò significa che devono accogliere
nella comunità coloro che sono i più fragili. Questa pratica solidale con i più fragili, i poveri deve mostrare accoglienza, condivisione e ospitalità.

Modalità e metodo a partire dalla prima domenica di Avvento

a) La priorità viene data ai malati, ai diversamente abili, a coloro che hanno difficoltà di deambulazione e alle loro famiglie. Nel contempo si attua il coinvolgimento delle famiglie che abitano nello stesso palazzo o scale per un momento comunitario di preghiera e di fraterna solidarietà.


b) I credenti, discepoli missionari, sono invitati a farsi carico dell’animazione di questo momento fraterno di preghiera e di annuncio della vicinanza di Dio a ciascuno e a tutti, nessuno escluso. In concreto si tratta di avvisare i vicini, i condomini, personalmente o per iscritto, preparare il luogo della preghiera e della benedizione delle famiglie e animarne la partecipazione. Al termine verrà donata l’acqua benedetta da utilizzare per la preghiera in famiglia il giorno di Natale.


c) Nel mese di ottobre si raccolgono le segnalazioni delle situazioni di fragilità presenti sul nostro territorio. A partire dalle indicazioni raccolte si organizzano le visite e le benedizioni.

d) Nella settimana che precede il Natale si celebreranno le benedizioni comunitarie alla grotta per tutti coloro che lo desiderano, con la benedizione degli infanti e delle statue di Gesù bambino
da deporre nel presepe.

N.B. Da domenica 15 ottobre in fondo alla Chiesa degli incaricati raccoglieranno le vostre segnalazioni e la disponibilità per animare la preghiera nel proprio palazzo o scala.

 

Locandina ufficiale

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